...hai preferito pubblicare/condividere/inoltrare, prima di verificare che la notizia fosse vera, la solita bufala che circola su Facebook, Whatsapp e chissà in quanti altri posti che hanno la fortuna di vederti tra i suoi utenti.

Sì, la fortuna (loro), perché grazie al tuo click, al tuo inoltro, alla tua condivisione hai fatto felice qualcuno che probabilmente (spero per lui) ci starà guadagnando qualcosa. Peccato che questo qualcuno non sei né tu né i tuoi amici.
Eppure sarebbe stato facile verificare la cosa; il più delle volte basta fare una ricerca su google per l'argomento dell'articolo con l'aggiunta della parola "bufala".

Non ci credi? Guarda qui...


ricerca di una bufala su google

Per i casi più sospetti c'è sempre l'ottimo sito di Paolo Attivissimo e il suo Servizio Antibufala che da anni si batte nella lotta alle bufale e ha un approccio molto serio sull'argomento arrivando a compiere delle vere e proprie indagini sui casi più interessanti.

E se sei su facebook non dovrai nemmeno uscire dal Social Network più usato al mondo perché ci sono anche lì pagine dedicate alle bufale più famose; un paio di link li trovi alla fine dell'articolo.

Non voglio fare un trattato sull'utilità di controllare prima di pubblicare ma solo farti riflettere sul fatto che facendolo ti eviterai più di qualche brutta figura e potrai iniziare ad andare a caccia di bufalatori e diventare un hoaxbuster.